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Guida allo studio critico dell’economia politica

Il 2 maggio alcuni ricercatori del Massachusetts Institute of Technology e dell’Università di Harvard assieme al Ministro dell’Energia Spagnolo hanno presentato in un’affollatissima conferenza stampa il rapporto finale di uno studio che conferma l’induzione di terremoti avvenuti nel 2013 da un sito di stoccaggio spagnolo affermando che ci sono rischi di terremoti indotti di intensità fino a Magnitudine 6,8. 

 

Si tratta del Progetto Castor, che fu fermato nel settembre 2013 dopo che all’avvio dell’iniezione di gas nel sottosuolo si erano registrate centinaia di scosse (le maggiori, di M 4,3, furono registrate una settimana dopo l’interruzione delle operazioni). 

Questa ricerca, che sta facendo parlare tutta la Spagna e che ha portato il Ministero dell’Energia ad annunciare il blocco definitivo del progetto Castor, del costo di oltre un miliardo di euro, conferma le nostre preoccupazioni sull’idea di moltiplicare in Abruzzo e in Italia in generale le infrastrutture utili a trasformare il Belpaese in un ‘hub del gas’ per l’esportazione.

Ricordiamo che in Abruzzo il Ministero dell’Ambiente ha concesso il parere di compatibilità ambientale favorevole per un nuovo stoccaggio da 150 milioni di mc standard di gas a S. Martino sulla Marrucina, un comune in zona a massimo rischio sismico (con 95.000 persone residenti nel raggio di 10 km, Chieti compresa), e sta per autorizzare lo stoccaggio in sovrapressione nell’impianto già esistente a Cupello. Inoltre ha autorizzato lo stoccaggio da oltre 500 milioni di mc standard a S. Benedetto del Tronto a poche centinaia di metri dal confine regionale. 

Il Ministero si è limitato a trattare la questione del rischio di terremoti indotti con una vergognosa prescrizione che da sola fa capire il livello di approfondimento con cui è stata gestita la valutazione del progetto. Se l’impianto indurrà sismi sopra magnitudo 3, il gestore dovrà fare in modo di far scendere la magnitudo sotto 2. Insomma, come avere una manopola per regolare i terremoti (a parte il fatto che se è stato causato un terremoto di magnitudo 5 o 6 si può tornare indietro nel tempo per recuperare i danni, anche per le vite umane?).

Proprio l’esperienza di Castor dimostra che è piuttosto velleitario, per non dire di peggio, pensare di poter manipolare i terremoti.

Questi stoccaggi, con quelli in costruzione in Basilicata, Romagna e Lombardia, alcuni posti proprio su faglie attive, assieme ai nuovi grandi gasdotti in progetto o in costruzione, dovrebbero andare a costituire l’ossatura infrastrutturale dell’hub del gas. L’Italia, un paese fragilissimo dal punto di vista dei rischi ambientali, dovrà fare da ‘servitore di passaggio’ per la compravendita di gas in Europa ospitando impianti rischiosi.

Questa ricerca non solo conferma, per un caso-studio non teorico, i gravissimi rischi che possono essere associati ad infrastrutture di questo genere, ma apre nuovi scenari circa la valutazione delle criticità che possono crearsi sul territorio. 

I ricercatori infatti concludono il loro studio avvertendoOur study, however, points to    the    need    for    new    standards    to    quantify    the    seismicity    risks associated to underground    operations, especially    in    areas    where    active    faults    are    present.

La questione dei terremoti indotti, non solo quelli da stoccaggio ma anche quelli da estrazione di gas e iniezione di scarti delle attività petrolifere nel sottosuolo, sta diventando un problema sempre più serio, come dimostrano i casi negli Stati Uniti e in Olanda, con danni da miliardi di euro. Ormai sono decine gli studi come questi che confermano il legame tra questi terremoti e le attività delle compagnie. Ovviamente i rischi variano da area ad area, ma pensare di sottovalutare o addirittura ignorare la questione in Italia ci pare da irresponsabili. In Spagna il Ministro si è presentato con i ricercatori davanti ai giornalisti per trattare la questione, una cosa inimmaginabile nel nostro paese (basti pensare a come uscì il rapporto ICHESE per l’Emilia Romagna per capire la differenza).  

L’industria delle fossili ha, dunque, ufficialmente, ulteriori costi – che possono addirittura rivelarsi esiziali per la vita –  che attualmente scarica sulla collettività; riteniamo che debbano essere abbandonate il prima possibile. 

Segreteria Operativa Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua 

 

 

Il valore e i prezzi; il flusso circolare del reddito; principali indicatori statistici del mercato del lavoro; la teoria neoclassica del mercato del lavoro; il mercato del lavoro nella teoria keynesiana. Il ciclo merce – denaro-merce; il ciclo D – M – D’; produzione e valorizzazione; capitale variabile e capitale costante; il plusvalore e il profitto; il saggio del profitto e il suo andamento tendenziale.

Libri di testo:

 

 

 

Il capitalismo come modo di produzione storicamente determinato; la forma-valore, duplicità delle merci e doppio carattere del lavoro.

Contabilità nazionale, grandezze nominali e reali; la scomposizione del Pil pro-capite dal lato dell’offerta; il modello del mercato del lavoro in equilibrio; la curva di offerta aggregata verticale; la domanda aggregata e le sue componenti;  il modello keynesiano.

Il denaro e la sua trasformazione in capitale; processo lavorativo e processo di valorizzazione; capitale costante e capitale variabile; lo sfruttamento; il plusvalore assoluto; differenza tra saggio e massa; il plusvalore relativo; il sistema del macchinario e la grande industria; l’accumulazione di capitale; la legge della caduta tendenziale del saggio di profitto e le controtendenze.

Calendario delle lezioni e programmi aggiornati al 26 aprile (nel II semestre il corso si svolge nella sede di Avezzano)
 20 -21 febbraio: Presentazione del corso; astrazione, metodo storico e metodo logico in economia politica.
Prima parte del corso: elementi di macroeconomia
27-28: Forma valore, duplicità della merce e del lavoro.
6 marzo: Contabilità nazionale, grandezze nominali e reali; scomposizione del Pil dal lato della domanda;
13 e 14 marzo: scomposizione del Pil pro-capite dal lato dell’offerta;
20 e 21 marzo: modello del mercato del lavoro in equilibrio e curva di offerta aggregata;
27 e 28 marzo: domanda aggregata e  chiusura del modello neo-classico;
3 e 4 aprile: teoria keynesiana del mercato del lavoro;
10 e 11 aprile [lezioni spostate al 24 aprile e al 2 maggio]: modello keynesiano: domanda effettiva, spesa e moltiplicatore.
Seconda parte del corso: elementi di base del modello marxiano
24 aprile (13.30-17.30): riepilogo della I parte del corso.
2 maggio (8.30-12.30): Il denaro e la sua trasformazione in capitale; processo lavorativo e processo di valorizzazione; capitale costante e capitale variabile.
8 e 9 maggio: Lo sfruttamento: plusvalore assoluto, differenza tra saggio e massa, plusvalore relativo.
15 e 16 maggio: Il sistema del macchinario e la grande industria.
22 e 23 maggio: L’accumulazione di capitale.
29 e 30 maggio:  La legge della caduta tendenziale del saggio di profitto e le controtendenze.
5 e 6 giugno:  riepilogo generale e conclusione del corso.

Libri di testo:

Per gli studenti che conoscono l’inglese una buona guida allo studio del Capitale è
  • Study Guide to Capital, a cura di Harry Cleaver
    https://la.utexas.edu/users/hcleaver/357k/357ksg.html
  • Gli studenti fuori corso possono sostituire la seconda parte del programma con la seconda parte del libro del prof. Felli.
  • I laureati che intendono intraprendere la carriera dell’insegnamento possono sostituire la II parte del programma con i capitoli dedicati alla Microeconomia (la I parte del libro) di Elementi di economia di J. Sloman e D. Garratt (il Mulino, sesta edizione) e, per quanto riguarda la Macroeconomia, o studiare per intero il libro di Ernesto L. Felli (Introduzione alla Macroeconomia, Giappichelli Editore, 2013) o studiare la seconda e la terza parte di Elementi di economia di J. Sloman e D. Garratt.

I prova parziale di Economia politica
Università di Teramo
Novembre 2015
1. E’ il mercato che dà valore a una merce? (motivate la risposta, non è sufficiente rispondere con un SI’ o con un NO) ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
2. Può variare il valore relativo di una merce anche se il suo valore resta costante ? (idem come sopra) …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

3. In uno scambio senza denaro, il valore (di scambio) di ciascuna merce è espresso nei termini del ……………………………….… di un’altra. Che cosa vuol dire? …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

4. Esprimete in una formula sintetica la relazione tra circolazione del denaro, velocità e prezzi ……………………………………………………

5. a) Il valore delle merci dipende da …………… …………………….. …………………. ……………….. ……………. ………………………………. …………………………. ……………………………. …………………….
b) La forza-lavoro è una merce
c) Il valore della forza-lavoro dipende da …………………. ……………….. ……………………… ……………………. …………….. E in termini monetari? …………………………………………………………………………………………………………………………………………..

6. In che senso c rappresenta capitale costante? Che cosa è costante? ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… E in che senso v rappresenta capitale variabile? Che cosa è che varia? ………………………………………… In quale modo? .…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

I parte: Le categorie fondamentali dell’economia politica. Merce, valore, lavoro, forza-lavoro, denaro, capitale, plusvalore (i primi sette capitoli, il primo paragrafo del cap. 8 e il cap. 9 del I libro del Capitale).
• Lezioni 1 e 2 (23 e 24 settembre): Presentazione del corso; l’astrazione, la merce e il suo carattere duplice;
• II settimana (30 settembre e 1 ottobre): Il lavoro e il suo carattere duplice; la forma di valore;
• III settimana (7 e 8 ottobre): Il mercato e la misura del valore;
• IV (14 e 15 ottobre): Circolazione delle merci e metamorfosi;
• V (21 e 22 ottobre): Il denaro: l’equivalente generale;
• VI (28 e 29 ottobre): Dal denaro al capitale: apertura del circuito, acquisto e vendita della forza-lavoro; creazione del plusvalore; chiusura del circuito;
• VII settimana (4 e 5 novembre): Processo lavorativo e processo di valorizzazione; capitale costante e capitale variabile.

Lunedì 9 novembre: I prova intermedia (le domande saranno sui primi sei capitoli (sesto compreso) del I libro del Capitale).

II parte: Circolazione e riproduzione (capitolo 2, i primi 4 paragrafi del cap. 20 e i primi 3 paragrafi del cap. 21 del II Libro del Capitale).
VIII settimana – Lezioni 15 e 16 (11 e 12 novembre): Il saggio del plusvalore, la giornata lavorativa, saggio e massa del plusvalore;
• IX settimana – 18 e 19 novembre: Il ciclo del capitale produttivo;
• X settimana – 25 e 26 novembre: La  riproduzione semplice;
• XI settimana – 2 e 3 dicembre: Accumulazione del capitale, occupazione e salario: l‘emigrazione e l’esercito industriale di riserva
• XII settimana – 9 e 10 dicembre: modelli di riproduzione allargata.
• XIII settimana – 16 e 17 dicembre: riepilogo della II parte

 

III parte: La caduta tendenziale del saggio del profitto (capitoli 13, 14 e 15 del III libro del Capitale).
• XIV settimana – Lezioni 27 e 28 : La legge della caduta tendenziale del saggio di profitto;
• XV settimana – 13 e 14 gennaio 2016: Cause antagonistiche (le controtendenze);
• XVI settimana – 20 e 21 gennaio: Sviluppo delle contraddizioni intrinseche della legge.

Testi di riferimento
Per gli studenti che partecipano alle lezioni il riferimento è ai capitoli e ai paragrafi indicati del Capitale di Karl Marx; ottime edizioni sono quelle curate da UTET, Editori Riuniti, Einaudi; una rivisitazione delle traduzioni esistenti del Capitale con alcune modifiche segnalate dagli autori è liberamente disponibile on-line http://www.criticamente.com/marxismo/capitale/Marx_Karl_-_Il_capitale_Libro_I.htm; buona l’edizione economica della Newton Compton;

per chi non partecipa alle lezioni in quanto lavoratore, per gli studenti fuori corso e più in generale per chi preferisce seguire un programma di studi “ortodosso” il testo di riferimento è il manuale scritto da Ernesto Felli, Introduzione alla teoria macroeconomica, G. Giappichelli Editore, 2013, limitatamente alla I e alla III parte.

…….ulteriori riferimenti bibliografici....
La versione originale della prima edizione del I libro del Capitale, in inglese: https://www.marxists.org/archive/marx/works/download/pdf/Capital-Volume-I.pdf 
13 video-lezioni sul I libro, in inglese: http://davidharvey.org/reading-capital/ 
Una ottima introduzione alla teoria del valore e del plusvalore è stata scritta da Gianfranco Pala, Marx: il valore della teoria http://econwpa.repec.org/eps/mhet/papers/0504/0504002.pdf

Riccardo Bellofiore, 14 lezioni sul Capitale di Marx