Economia politica
Facoltà di Giurisprudenza – Università di Teramo
Programma del corso – A.A. 2013-14

Il programma nella sua versione integrale corrisponde a un livello di preparazione adeguato alla laurea in Giurisprudenza.

Per gli studenti che partecipano alle lezioni il programma è questo:

Programma d’esame

I parte: categorie fondamentali e dinamiche dell’economia capitalistica

Lezione 1 (25 settembre): La merce e il suo carattere duplice

Lezione 2 (26 settembre): Il lavoro astratto e i lavori concreti

Lezione 3 (2 ottobre): Il valore e i prezzi

Lezione 4 (3 ottobre): Il mercato e il suo ruolo nella validazione del valore

Lezione 5 (9 ottobre): Il denaro come equivalente generale

Lezione 6 (10 ottobre): Da intermediario degli scambi a mezzo di pagamento

Lezione 7 (16 ottobre): Dal denaro al capitale: l’apertura del circuito

Lezione 8 (17 ottobre): La creazione del plusvalore e la chiusura del circuito; la domanda

Lezione 9 (23 ottobre): Il salario, la sua determinazione, le sue oscillazioni

Lezione 10 (24 ottobre): Un modello di riproduzione semplice

Lezione 11 (30 ottobre): L’accumulazione di capitale e l’esercito industriale di riserva

Lezione 12 (31 ottobre): Modelli di riproduzione allargata

6 e 7 novembre: Riepilogo della I parte del corso e prima prova intermedia

…………II parte: la macroeconomia ……………….

Lezione 15 (13 novembre): La misurazione del reddito nazionale

Lezione 16 (14 novembre): Crescita e ciclo

Lezioni 17 e 18 (20 e 21 novembre) : Il modello classico di breve periodo

Lezioni 19 e 20 (27 e 28 novembre): Il modello keynesiano di breve periodo

Lezioni 21 e 22 (4 e 5 dicembre): La sintesi neo-classica: il modello IS-LM

Lezione 23 (11 dicembre): La bilancia dei pagamenti

Lezione 24 (12 dicembre): Il bilancio dello Stato

Lezioni 25 e 26 (11 e 12 dicembre): La crisi e la gestione della crisi

18 e 19 dicembre: Riepilogo della II parte del corso e seconda prova intermedia

……………approfondimenti microeconomici (uno a scelta)…………..

Lezione 27 (8 gennaio) Occupazione, disoccupazione e salari

Lezione 28 (9 gennaio) Contratti, norme e potere

Lezione 29 (15 gennaio) Le istituzioni di una economica capitalistica

16, 22 e 23 gennaio: Riepilogo generale e conclusione del corso.

Testi di riferimento

Per la I parte del corso il riferimento è al testo di Karl Marx il Capitale; ottime edizioni sono quelle curate da UTET, Editori Riuniti, Einaudi;
una rivisitazione delle traduzioni esistenti del Capitale con alcune modifiche segnalate dagli autori è liberamente disponibile on-line; buona l’edizione economica della Newton Compton.

In particolare sono da studiare dal Libro I:

il capitolo primo (La merce); secondo (Il processo di scambio); terzo (Il denaro ossia la circolazione delle merci); quarto (La trasformazione del denaro in capitale); il quinto, il sesto e il settimo (solo per gli studenti di Servizi giuridici, curriculum Consulenti del lavoro); diciassettesimo (Trasformazione in salario del valore e rispettivamente del prezzo della forza-lavoro); ventunesimo (Riproduzione semplice); ventiduesimo (Trasformazione del plusvalore in capitale); ventitreesimo [i primi quattro paragrafi] (La legge generale dell’accumulazione capitalistica);

dal Libro II (solo per gli studenti della Laurea magistrale):

il capitolo 20 (Riproduzione semplice) e 21 (Accumulazione e riproduzione allargata).

Per quanto riguarda la II parte del corso il testo di riferimento è quello scritto da Ernesto Felli, Introduzione alla teoria macroeconomica, G. Giappichelli Editore, 2013;

in particolare vanno studiati:

il capitolo I (Fondamenti); la presentazione alla III parte (pagg. 97-103); VI (L’equilibrio macroeconomico nel breve periodo – offerta aggregata); VII (L’equilibrio macroeconomico nel breve periodo – domanda aggregata I: la croce keynesiana); VIII (L’equilibrio macroeconomico nel breve periodo – domanda aggregata II: il modello IS-LM); IX (Tassi di cambio, bilancio pubblico e regole).

Per gli approfondimenti microeconomici il testo di riferimento è quello scritto da Samuel Bowles, Microeconomia, liberamente disponibile qui.

In particolare si consiglia per gli studenti di Servizi giuridici il capitolo VIII (Occupazione, disoccupazione e salari), per gli studenti della Laurea magistrale il capitolo VII (Contratti, norme e potere), per tutti il capitolo X (Le istituzioni di un’economia capitalista).

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A seguito di una decisione assunta dal Consiglio di Facoltà  gli studenti fuori corso che non partecipano alle lezioni possono optare per un programma diverso da quello di base; nel nostro caso:
Paul Krugman, Robin Wells, Kathryn Graddy, L’essenziale di economia, Seconda edizione, Zanichelli, 2012, i primi due capitoli più quelli da 10 a 18 compreso.

Gli studenti che lavorano e non frequentano le lezioni possono adottare lo stesso testo:Paul Krugman, Robin Wells, Kathryn Graddy, L’essenziale di economia, Seconda edizione, Zanichelli, 2012, studiando i primi 9 capitoli.

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Il programma di Economia politica è articolato in due parti che si caratterizzano per un diverso livello di astrazione. Che cosa vuol dire procedere per astrazioni? Che cosa dobbiamo intendere con il termine astratto?
L’astrazione [cfr. astrazione | Marxpedia] è uno strumento indispensabile all’interno del processo conosci­tivo e di indagine scientifica ma (o forse proprio per questo) sul significato e dunque sull’uso di questo concetto prevalgono idee confuse, spesso fuorvianti. Per chi non abbia familiarità con i concetti, astratto potrebbe sembrare sinonimo di irreale, per cui concreto sarebbe – per contrasto – il reale: non è così. Qualcuno potrebbe pensare che astratto significhi vago, e di conseguenza concreto starebbe a intendere preciso: non è così.

In prima approssimazione possiamo definire astratto come generale e concreto come particolare, per cui la nostra analisi dell’economia, lo studio dell’economia politica procederà dall’astratto al concreto: partiremo da alcune condizioni e dunque da alcune categorie molto generali per poi procedere verso l’analisi di situazioni più particolari che richiedono l’utilizzo di categorie diverse da quelle utilizzate nella I parte del corso.

Che una categoria come merce o capitale sia astratta non vuol dire perciò che “la merce non esista”, che sia qualcosa di “irreale” o di “vago”, come se ciò che esiste debba presentarsi necessariamente sotto le forme di un qualche oggetto materiale; l’amicizia e l’amore esistono, così come la competizione e lo sfruttamento: è che si tratta di concetti, ma – per l’appunto – anche i concetti esistono e sono importanti perché ci consentono di “dare un ordine” alla confusione del mondo che, senza concetti, non sarebbe conoscibile, almeno non in senso scientifico.

I concetti, le categorie, dunque l’astrazione, non solo sono reali e importanti ma vengono prima degli oggetti e delle situazioni materiali, ed è per questa ragione che vanno studiati e analizzati per primi. Persino prima dei soggetti.

In molti corsi tradizionali di Economia politica (probabilmente nella maggioranza dei casi) la logica che si segue è differente: tradizionalmente si comincia dalla “Microeconomia”, ossia dallo studio del comportamento di un singolo “agente economico” presupposto come rappresentativo dei comportamenti della maggioranza e poi, procedendo per aggregazione, si affrontano gli argomenti tipici della “Macroeconomia” per arrivare, ma non sempre – si sa che cosa può succedere alle cose che si mettono alla fine – alla crescita economica (o alla crisi) che, da un diverso punto di vista, può essere considerato l’argomento più importante e più generale di tutti. In sostanza, noi crediamo che sia preferibile procedere dal generale al particolare, e durante il corso spiegheremo perché.

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