La disoccupazione ha raggiunto livelli senza precedenti in Europa occidentale. I salari sono in discesa e si intensificano gli attacchi all’organizzazione dei lavoratori. Nel 2013 quasi un quarto della popolazione europea, circa 92 milioni di persone, era a rischio povertà o di esclusione sociale. Si tratta di quasi 8,5 milioni di persone in più rispetto al periodo precedente la crisi.

La povertà, la deprivazione materiale e il super-sfruttamento tradizionalmente associati al Sud del mondo stanno ritornando anche nei paesi ricchi d’Europa.

La crisi sta minando il ‘modello sociale europeo’, e con esso l’assunto che l’impiego protegge dalla povertà. Il numero di lavoratori poveri – lavoratori occupati in famiglie con un reddito annuo al di sotto della soglia di povertà – è oggi in aumento, e l’austerità peggiorerà di molto la situazione in futuro.

https://mrzodonato.files.wordpress.com/2016/01/competizione-globale-e-lavoratori-poveri.pdf

 

 

Annunci

Il valore e i prezzi; il flusso circolare del reddito; principali indicatori statistici del mercato del lavoro; la teoria neoclassica del mercato del lavoro; il mercato del lavoro nella teoria keynesiana. Il ciclo merce – denaro-merce; il ciclo D – M – D’; produzione e valorizzazione; capitale variabile e capitale costante; il plusvalore e il profitto; il saggio del profitto e il suo andamento tendenziale.

Libri di testo:

 

 

 

Il capitalismo come modo di produzione storicamente determinato; la forma-valore, duplicità delle merci e doppio carattere del lavoro.

Contabilità nazionale, grandezze nominali e reali; la scomposizione del Pil pro-capite dal lato dell’offerta; il modello del mercato del lavoro in equilibrio; la curva di offerta aggregata verticale; la domanda aggregata e le sue componenti;  il modello keynesiano.

Il denaro e la sua trasformazione in capitale; processo lavorativo e processo di valorizzazione; capitale costante e capitale variabile; lo sfruttamento; il plusvalore assoluto; differenza tra saggio e massa; il plusvalore relativo; il sistema del macchinario e la grande industria; l’accumulazione di capitale; la legge della caduta tendenziale del saggio di profitto e le controtendenze.

Calendario delle lezioni e programmi aggiornati al 26 aprile (nel II semestre il corso si svolge nella sede di Avezzano)
 20 -21 febbraio: Presentazione del corso; astrazione, metodo storico e metodo logico in economia politica.
Prima parte del corso: elementi di macroeconomia
27-28: Forma valore, duplicità della merce e del lavoro.
6 marzo: Contabilità nazionale, grandezze nominali e reali; scomposizione del Pil dal lato della domanda;
13 e 14 marzo: scomposizione del Pil pro-capite dal lato dell’offerta;
20 e 21 marzo: modello del mercato del lavoro in equilibrio e curva di offerta aggregata;
27 e 28 marzo: domanda aggregata e  chiusura del modello neo-classico;
3 e 4 aprile: teoria keynesiana del mercato del lavoro;
10 e 11 aprile [lezioni spostate al 24 aprile e al 2 maggio]: modello keynesiano: domanda effettiva, spesa e moltiplicatore.
Seconda parte del corso: elementi di base del modello marxiano
24 aprile (13.30-17.30): riepilogo della I parte del corso.
2 maggio (8.30-12.30): Il denaro e la sua trasformazione in capitale; processo lavorativo e processo di valorizzazione; capitale costante e capitale variabile.
8 e 9 maggio: Lo sfruttamento: plusvalore assoluto, differenza tra saggio e massa, plusvalore relativo.
15 e 16 maggio: Il sistema del macchinario e la grande industria.
22 e 23 maggio: L’accumulazione di capitale.
29 e 30 maggio:  La legge della caduta tendenziale del saggio di profitto e le controtendenze.
5 e 6 giugno:  riepilogo generale e conclusione del corso.

Libri di testo:

Per gli studenti che conoscono l’inglese una buona guida allo studio del Capitale è
  • Study Guide to Capital, a cura di Harry Cleaver
    https://la.utexas.edu/users/hcleaver/357k/357ksg.html
  • Gli studenti fuori corso possono sostituire la seconda parte del programma con la seconda parte del libro del prof. Felli.
  • I laureati che intendono intraprendere la carriera dell’insegnamento possono sostituire la II parte del programma con i capitoli dedicati alla Microeconomia (la I parte del libro) di Elementi di economia di J. Sloman e D. Garratt (il Mulino, sesta edizione) e, per quanto riguarda la Macroeconomia, o studiare per intero il libro di Ernesto L. Felli (Introduzione alla Macroeconomia, Giappichelli Editore, 2013) o studiare la seconda e la terza parte di Elementi di economia di J. Sloman e D. Garratt.

Why Socialism?

Albert Einstein, may 1949

 

Why Socialism?

 

 

Da anni seguo la dinamica dell’economia mondiale ed ho la sensazione di essere spesso ripetitivo, ma questo avviene perché le situazioni si riproducono continuamente senza alcuna sostanziale soluzione: ogni anno il debito pubblico cresce, la disoccupazione rimane elevata (anche se le statistiche tendono a nasconderla), l’evasione fiscale si impenna, si fanno riunioni dei vari G (7, 8, 20) che non producono alcun risultato, i consumi delle famiglie cinesi non riescono a decollare, il Giappone oscilla tra recessione e ristagno, etc, etc. etc.

continua a leggere

 

Nell’aprile 2003 si svolse a Roma un Forum internazionale di studiosi e militanti di orientamento marxista che aveva per argomento “Il piano inclinato del capitale. Crisi, competizione globale e guerre”.

Estratti della relazione di Maurizio Donato, dal titolo No global war

No global war

Giovedì 3 dicembre 2015 – Ore 10.30 – Aula 13 – Facoltà di Giurisprudenza – Università degli Studi di Teramo

“Stati in emergenza. Immigrati, profughi, diritti, guerra”

 

come contributo al convegno il capitolo di un libro, dal titolo Solvere et ligare, pubblicato nel 2005 a cura di Francesco Zanchini

Conflitti, risorse e dipendenza economica

Sommario:

1. Iustum bellum? 2. Guerra ed economia; 3. Il dibattito sulle cause economiche dei conflitti armati; 4. Materie prime, beni comuni e rischi di conflitti; 5. Coltan, gomma e tragedie dell’umanità; 6. Ragioni di scambio, filiere di produzione, speculazione; 7. Conflitti per le valute; 8. Old economy e valute-merci; 9. E’ possibile ridurre gli effetti negativi della dipendenza? 10. Crisi e accordi di cambio; 11. Dollaro ed egemonia Usa: gli effetti della dollarizzazione dei mercati delle materie prime; 12. Il ruolo valutario delle materie prime strategiche; 13. Oil for food. (No) blood for oil; 14. Gli “aiuti internazionali allo sviluppo”: chi finanzia chi?

Conflitti, risorse e dipendenza economica (PDF Download Available).

Available from: http://www.researchgate.net/publication/277287686_Conflitti_risorse_e_dipendenza_economica.